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Lo stile compositivo di Joaquìn Rodrigo (parte 2)

Nella prima parte di questo argomento, in cui analizziamo lo stile compositivo di Joaquìn Rodrigo, abbiamo visto come egli sia stato influenzato dalla musica popolare spagnola. In questo articolo vedremo come il suo interesse verso la musica antica sia riflessa nelle sue composizioni.

Affinità con la musica antica

È nota la tendenza delle forme strutturali che Rodrigo predilige nelle sue composizioni, cioè quelle delle danze antiche. Questo comportamento conferisce alla struttura musicale una motivazione extramusicale, che ispira, condiziona e, in qualche modo, offre sicurezza al compositore. Quest’ultima affermazione si riflette alla perfezione quando Rodrigo si trova a scrivere un concerto per chitarra e orchestra per Segovia.

Secondo quanto egli racconta, alla sua richiesta, rimase inizialmente smarrito all’idea di dover scrivere un concerto per un chitarrista così noto. In tale condizione, non di certo favorevole, decise di trovare consiglio nei temi delle danze antiche nel manuale per chitarra “Instruccion de mùsica sobre la guitarra española y metodo desde susu primeros rudimentos hasta tanerla con destrezza di Gaspar Sanz. È su queste basi che nacque la Fantasia para un Gentilhombre.

Fantasia para un Gentilhombre

La Fantasia è formata da quattro movimenti: “Villano y Ricercar”, “Españoleta y Fanfare de la Caballeria de Napoles, Danza de las Hachas, Canarios.

Il Villano di Sanz viene ripreso da Rodrigo senza cambiamenti significativi del tessuto ritmico e della linea melodica (figura 1):

figura 1: Villano di Sanz (in alto) e di Rodrigo (in basso)

Il Ricercare riprende la “Fuga 1 por primer tono” di Sanz, una breve composizione che si presenta come un vero e proprio ricercare con soggetto unico (figura 2):

figura 2: Fuga di Sanz (in alto) e Ricercare di Rodrigo (in basso)

Nel libro sopracitato di Gaspar Sanz, compare una Españoleta in Re minore. Per il secondo movimento del suo concerto, Rodrigo si ispira al Marizàpalos (varietà della españoleta), presente nel secondo libro dell’opera di Sanz (figura 3):

figura 3: Marizàpalos di Sanz (in alto) e Españoleta di Rodrigo (in basso)

Per dare maggiore enfasi al pezzo, egli inserisce nel mezzo della Españoleta un brano dal carattere decisamente contrastante, la Fanfara de la Caballeria de Napoles, rielaborazione del brano “Caballeria de Napoles con dos Clarines” di Sanz (figura 4):

figura 4: Caballeria di Sanz (in alto) e di Rodrigo (in basso)

La Danza de las Hachas è il brano di Sanz più breve utilizzato da Rodrigo nel suo concerto. La composizione originale presenta solamente due frasi simmetriche di otto battute ciascuna e con identica armonia (figura 5):

figura 5: Danza de las Hachas di Sanz (in alto) e di Rodrigo (in basso)

Rodrigo sceglie il Canarios di Gaspar Sanz come brano conclusivo del Concerto sicuramente per il suo carattere movimentato e allegro (figura 6):

figura 6: Canarios di Sanz (in alto) e di Rodrigo (in basso)

Concierto Madrigal

La Fantasia para un Gentilhombre è uno dei migliori esempi per cercare riscontri con la musica antica. Un altro è il Concierto Madrigal, articolato in dieci brevi movimenti: la Fanfara d’apertura ricorda la Toccata d’introduzione dell’Orfeo di Monteverdi (figura 7):

figura 7: elementi dell’Orfeo di Monteverdi (in alto) e sezione iniziale del Concierto Madrigal di Rodrigo (in basso)

Nell’Andante Nostalgico il flauto presenta il tema “madrigale”, un componimento musicale fiorito del XIV secolo (figura 8):

figura 8: inizio del tema madrigale

L’Estrada trasforma in un duetto danzante un frammento di questa cellula melodica;

l’Allegro Vivace che segue è in forma di antifona tra le chitarre e i fiati, basato sul villancico quattrocentesco “Pastorello, tu che vieni…”, una composizione musicale basata su temi natalizi;

in seguito, questo tema viene variato, diventando una veloce danza andalusa, la Girardilla;

dopo il brillante Pastorale e il Fandango, viene l’Arietta, che riprende il tema madrigale con un accompagnamento discendente e tranquillo;

il Concerto termina con lo Zapateado e la Caccia alla spagnola.

L’antico nei titoli

Alcuni brani evidenziano lo stile antico partendo dal titolo. Questi sono Toccata, Tiento Antiguo, Aria Antigua e Villancicos:

come se fosse una toccata rinascimentale, nella Toccata vengono ripetute scale e arpeggi con variazioni, ma con armonie più evolute e uno stile “moderno”;

il “tiento” è una forma musicale settecentesca che tenta di esplorare le possibilità dello strumento, e nel Tiento Antiguo, con i suoi arpeggi e le varie cadenze, si cercano nello strumento varie possibilità virtuosistiche;

l’Aria Antigua per chitarra e flauto è un richiamo all’aria operistica;

infine, i Villancicos (“Pastorcito santo”,”Coplillas de Belén” e ”Aire y donaire”) per chitarra e voce sono ispirati ai “villancicos” spagnoli del ‘500, i quali, con testi sempre in spagnolo, trattano temi natalizi.

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