Vai al contenuto

Teoria Musicale – Parte 10: intervalli musicali

Fino al precedente articolo abbiamo parlato principalmente della ritmica di base della musica. È arrivato il momento di studiare il suono, iniziando ad esaminare le relazioni che ci sono tra le diverse note musicali.

Cos’è l’intervallo musicale

Ogni nota musicale differisce dalle altre per l’altezza del suono, la quale dipende dalla frequenza prodotta da un oggetto vibrante (come le corde di uno strumento musicale).

Ogni nota, perciò, è distinta con una precisa distanza da un’altra. La distanza che c’è tra una nota e l’altra è chiamata intervallo.

Tono e semitono

Un intervallo può avere diverse “grandezze”, visto che una nota è più o meno distante da un’altra.

L’unità più piccola da cui è composto l’intervallo si chiama semitono, ed è la distanza che c’è tra le note MI e FA, e SI e DO (più avanti nel corso capirai il motivo).

Subito dopo il semitono c’è il tono, composto da due semitoni, ed è la distanza che c’è tra le note DO e RE, RE e MI, FA e SOL, SOL e LA, e LA e SI.

Oltre il tono

L’intervallo musicale può essere composto da più toni e semitono: a seconda del numero di note da cui è composto, può essere di seconda, terza, quarta, eccetera. Ad esempio (figura 1):

  • DO – RE = intervallo di seconda;
  • DO – MI = intervallo di terza;
  • DO – FA = intervallo di quarta;
  • DO – SOL = intervallo di quinta;
  • DO – LA = intervallo di sesta;
  • DO – SI = intervallo di settima;
  • DO – DO = intervallo di ottava (oppure unisono se hanno la stessa frequenza).
figura 1: intervalli musicali

Un intervallo di seconda, di terza o di qualsiasi altra grandezza, può essere più o meno grande, ma prima di approfondire questo, è necessario disporre di nuove conoscenze. Occorre perciò dirigersi in un nuovo articolo, in cui si studieranno le alterazioni.

<— LA LEGATURA /-/-/-/-/ LE ALTERAZIONI —>

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *